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Helichrysum
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top
mwbamwbq Helichrysum mwbgmwbwMill., mwca1754 è un genere di mwcqpiante mwcgangiosperme mwcwdicotiledoni della mwdafamiglia delle mwdqAsteracee (sottofamiglia mwdgAsteroideae, tribù mwdwGnaphalieae e sottotribù mweaGnaphaliinae).cite-ref-apgiv-1-0[1]cite-ref-kew-2-0[2]
Contents
• Biologia
• Usi
• Note
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Etimologia
Il nome del genere deriva da due parole mwhagreche: "mwhqhelios" (sole) e "mwhgchrysos" (oro), sia perché ogni capolino di colore giallo brillante (soprattutto delle brattee involucrali) ricorda il sole, sia perché la pianta, molto frugale, vive in luoghi assolati, dalla costa fino all'alta collina. mwhwHelichrysum è anche il nome di una mwiaspecie locale di mwiqAsteraceae.cite-ref-efloras-3-0[3] In tempi moderni è stato proposto dal botanico francese mwjgSébastien Vaillant (1669 – 1722).cite-ref-motta-4-0[4]
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico mwlaPhilip Miller (1691-1771) nella pubblicazione "mwlqThe Gardeners Dictionary: containing the methods of cultivating and improving all sorts of trees, plants, and flowers, for the kitchen, fruit, and pleasure gardens, as also those which are used in medicinemwlg : with directions for the culture of vineyards, and making of wine in Englandmwlw : in which likewise are included the practical parts of husbandry ...4th ed., corrected and enlarged. London" (Gard. Dict. Abr., ed. 4. [462]) del 1754.cite-ref-5[5]
Descrizione
mwugPortamento. Le specie di questo genere hanno un mwuwhabitus di tipo mwvaerbaceo annuale o perenne, talvolta anche sub-mwvqarbustivo, raramente legnoso. Alcune piante sono aromatiche. I mwvgcauli sono provvisti del mwvwfloema, ma non di canali resiniferi; mentre i mwwasesquiterpeni mwwqlattoni sono normalmente assenti (piante senza mwwglattice).cite-ref-6[6]cite-ref-stra-7-0[7]cite-ref-judd-8-0[8]cite-ref-fs-9-0[9]cite-ref-kj-10-0[10]cite-ref-efloras-3-1[3]cite-ref-motta-4-1[4]
mweaFusto. La parte aerea in genere è eretta, mweqdecombente o procombente (i rami si piegano verso la terra). Normalmente il fusto è unico densamente ramoso. La superficie è lanoso-tomentosa, solitamente anche stipitata o sessile-ghiandolare. La parte ipogea è provvista di una modesta mwegradice a fuso e numerose radichette, da cui partono vari fusticini ramosi. Altezza media 20 – 80mwew cm (raramente superano il metro).
mwfqFoglie. Le mwfgfoglie, cauline, in genere sono disposte in modo alternato e sono mwfwsessili o mwgapicciolate. La lamina è intera con forme generalmente da strette (lineari) e piatte a spatolate o lanceolate; i margini sono continui (a volte mwgqrevoluti). Spesso la superficie è mwggtomentosa o lanosa (a volte anche stipitata o sessile-ghiandolare). Le facce sono concolori o bicolori, solitamente da grigie a bianche e tomentose o sericee; quelle adassiali a volte sono verdastre e glabre.
mwhaInfiorescenza. Le mwhqsinflorescenze sono composte da diversi capolini raccolti in formazioni corimbose (raramente sono solitari). Le mwhginfiorescenze vere e proprie sono formate da un mwhwcapolino terminale peduncolato di tipo mwiadiscoide (con fiori mwiqomogami) o mwigdisciforme (con fiori mwiweterogami). Raramente sono presenti capolini radiati (o sub-radiati). I capolini sono formati da un mwjainvolucro, con forme più o meno campanulata, composto da diverse mwjqbrattee, al cui interno un mwjgricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, colorate di bruno, giallo, rosa o bianco, a consistenza cartacea e lucide (a volte chitinose), sono disposte in modo più o meno embricato su 3 - 5 serie e sono libere o connate alla base (gli strati di mwjwstereoma sono divisi o indivisi); talora possono avere un margine mwkaialino. Il ricettacolo è nudo, ossia senza pagliette (raramente ne è provvisto) a protezione della base dei fiori; la forma è piatta. Dimensione dell'involucro 4 – 8mwkq mm.
mwkwFiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 mwlaverticilli: mwlqcalice – mwlgcorolla – mwlwandroceo – mwmagineceo) e pentameri (mwmqcalice e mwmgcorolla formati da 5 elementi). Sono inoltre mwmwtubulosi, mwnaattinomorfi e si distinguono in:
mwnwmwoafiori del disco esterni (da 1 a 2): sono femminili e filiformi o sub-radiati; oppure sono assenti. mwoqfiori del disco centrali (da 3 a 50): sono mwogermafroditi.
I fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-mwpazigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.
• mwpwFormula fiorale:
mwqgmwqwmwramwrq*/x mwrgK mwrw ∞ ∞ {\displaystyle \infty } , [mwsaC (5), mwsqA (5)], mwsgG 2 (infero), acheniocite-ref-judd520-11-0[11]
• mwvqCorolla: la forma della mwvgcorolla normalmente è tubolare con 5 lobi (raramente 4); i lobi hanno una forma deltata o più o meno mwvwlanceolata. I colori della corolla sono generalmente giallo (quelli interni) e bianco (quelli esterni).
• mwwqAndroceo: l'mwwgandroceo è formato da 5 mwwwstami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono mwxaconnati e formano un manicotto circondante lo mwxqstilo; le mwxgteche (produttrici del polline) sono prive di sperone, ma hanno la coda (una sola); le appendici apicali delle antere hanno delle piatte; il tessuto mwxwendoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre mwyapolarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il mwyqpolline è di tipo echinato (con punte sporgenti) a forma sferica; è formato inoltre da due strati di mwygectesine, mentre lo strato basale è spesso e regolarmente perforato (tipo "gnafaloide").cite-ref-judd-8-1[8]
• mw0aGineceo: l'mw0qovario è mw0ginfero mw0wuniloculare formato da 2 mw1acarpelli. Lo mw1qstilo (il recettore del polline) è intero o biforcato con due mw1gstigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno una forma troncata; possono essere ricoperti da minute papille o avere dei penicilli apicali. Le superfici stigmatiche sono separate.cite-ref-judd-8-2[8]
mw3aI mw3qfrutti sono mw3gacheni con mw3wpappo. Gli mw4aacheni sono piccoli a forma variabile da oblunga a obovoidale (o colonnare); la superficie è glabra o percorsa da peli lunghi o corti, clavati o doppi; il mw4qpericarpo può essere percorso longitudinalmente da 4 - 6 fasci vascolari o creste. Il mw4gpappo, prontamente caduco, in genere ridotto, è formato da una serie di 12 - 20 setole capillari (piumose o barbate; mai nella parte inferiore) connate o libere.
Biologia
mw5qmw5gImpollinazione: tramite mw5winsetti (mw6aimpollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).cite-ref-stra-7-1[7]cite-ref-judd-8-3[8]
mw8gRiproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori.
mw9aDispersione: i semi cadono a terra e vengono dispersi soprattutto da insetti come formiche (disseminazione mw9qmirmecoria). Un altro tipo di dispersione è mw9gzoocoria: gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio che portano così i semi anche su lunghe distanze. Inoltre per merito del mw9wpappo il vento può trasportare i semi anche per alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in mw-gEuropa, mw-wAfrica, mw-aAustralia e mw-qAsia occidentale e centrale (dall'India alla Siberia occidentale).cite-ref-kew-2-1[2] Fiorisce in estate ed è comune nelle zone pietrose e aride, sulle colline calcaree. Il genere probabilmente è di origine sudafricana; nel mwaqiCenozoico (Terziario) raggiunse l'areale del Mediterraneo.cite-ref-pin-12-0[12]
Tassonomia
La mwaqkfamiglia di appartenenza (mwaqoAsteraceae o mwaqsCompositae, mwaqwmwaq0nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre mwaq423000 mwaq8specie distribuite su mwara1535 mwaregenericite-ref-judd520-11-1[11] (secondo altre fonti, mwary22750 specie e mwarc1530 generi).cite-ref-13[13] Una delle mwarwchecklist più aggiornate elenca fino a mwar01679 generi.cite-ref-14[14] Al 2021 la famiglia è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia mwasiAsteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.cite-ref-apgiv-1-1[1]cite-ref-fs-9-1[9]cite-ref-kj-10-1[10]
Filogenesi
Il genere di questa voce è descritto nella tribù mwateGnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia mwatiAsteroideae. Da un punto di vista mwatmfilogenetico, la tribù Gnaphalieae fa parte del supergruppo (o sottofamiglia) "Asteroideae grade"; l'altro è il supergruppo "Non-Asteroideae" contenente il resto delle sottofamiglie delle mwatqAsteracee. All'interno del supergruppo è vicina alle tribù mwatuSenecioneae, mwatyCalenduleae, mwatcAstereae e mwatgAnthemideae.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16] La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie mwaueginomonoiche e mwauimonoiche, da foglie con margini interi, da capolini mwaumdisciformi mwauqomogami o mwauueterogami e raramente mwauyradiati (o subradiati), dallo mwaucstilo con rami troncati e superfici mwaugstigmatiche separate apicalmente, da mwaukacheni glabri o con tricomi allungati e mwauopappo ridotto.cite-ref-smi-17-0[17]
Il genere della specie di questa voce appartiene al clade mwavaHap, un gruppo informale della sottotribù mwaveGnaphaliinae che occupa una posizione più o meno "basale" ed è "mwavifratello" ai cladi mwavmFlag e mwavqAustralasian. Le specie di questo clade sono caratterizzate dalla divisione dello stereoma sulle brattee involucrali (hanno la base libera) e differiscono dalle "gnaphalie s.s." per i pochi e piccoli capolini, con forme cilindriche e con poche serie di brattee involucrali. Il clade tuttavia rimane ancora largamente mwavuparafiletico.cite-ref-smi-17-1[17]
Il genere mwavsHelichrysum comprende oltre 500 speciecite-ref-kew-2-2[2] ed è il più grande delle mwawaGnaphalieae. Nelle specie presenti in Italia il botanico modenese mwaweAdriano Fiori individua due distinte sezioni:
• "Virginea": le foglie sono piccole con forme piane e disposizioni embricate; i capolini sono solitari; le brattee involucrali sono bianche e raggianti; in questa sezione si trova unicamente la specie mwawqHelichrysum virgineum mwawyDC., 1838 (non presente in Italia allo stato spontaneo).
• mwawgStoechadina": le foglie al margine sono revolute e non sono embricate; i capolini sono raccolti in corimbi; le brattee involucrali sono gialle e non raggianti; vi appartengono tutte le rimanenti specie della flora spontanea italiana.
mwawoSandro Pignatti, nella pubblicazione "mwawsFlora d'Italia" (seconda edizione) ha diviso il genere (sempre in relazione alle specie presenti in Italia) in tre gruppi:cite-ref-pin-12-1[12]
mwaximwaxmA) I capolini sono lunghi quanto larghi, le piante sono gracili e le foglie sono molli (mwaxqH. stoechas e mwaxuH. hyblaeum). mwaxyB) I capolini sono lunghi quanto larghi, le piante sono robuste e le foglie sono consistenti (Complesso di mwaxcH. pendulum). mwaxgmwaxkmwaxomwaxsB-1) le piante sono inodori, le foglie sono rigide ricoperte da un tomento fitto. (mwaxwH. panormitanum, mwax0H. nebrodense, mwax4H. pendulum e mwax8H. archimedeum). mwayaB-2) le piante sono odorose, le foglie sono molli e poco tomentose (mwayeH. saxatile e mwayiH. errerae). mwaymmwayqC) I capolini sono più lunghi che larghi (mwayuH. litoreum, mwayyH. italicum).
Hillard (1983) ha diviso questo largo ed eterogeneo genere in 30 gruppi morfologici, ma molti autori lo considerano un genere di tipo artificiale. La mwayotassonomia di questo polimorfico, e probabilmente mwayspolifiletico, genere è complessa e non ancora risolta in modo soddisfacente. Alcune specie, come mwaywH.acuminatum e mway0H.bracteatum, sono state trasferite nel mway41991 nel genere mway8mwazaXerochrysum, rispettivamente come mwazeX. subundulatum e mwaziX. bracteatum. Nel 1989 varie specie di mwazmHelichrysum sono state riclassificate in mwazqmwazuSyncarpha. Le specie incluse in mwazymwazcPseudognaphalium invece sono probabilmente congeneriche di mwazgHelichrysum. Il genere nonostante queste varie riassegnazioni rimane ancora parafiletico.cite-ref-smi-17-2[17]
Studi più recenti hanno individuato all'interno del genere diversi cladi/sezioni: il (1) clade africano (il più "basale" e originario di tutto il genere) e altri (2) cladi minori collegati all'Africa (Yemen e Oman-Iran). Un clade più recente è quello della (3) mwaz4Macaronesia. Le specie delle Canarie tuttavia non formano un clade monofiletico, suggerendo che si siano verificati almeno due eventi di colonizzazione indipendenti. L'ultimo clade formatosi è quello dell'areale congiunto (4) Mediterraneo-Asia. All'interno di questo clade la sez. mwaz8Stoechadina è monofiletico, mentre le sez. mwaaaElicriso e la sez. mwaaeVirginia non lo sono. Si ipotizza che il genere, giunto nella regione mediterranea, si sia diversificato ed espanso ad est fino all'Asia occidentale e centrale e contemporaneamente abbia subito una riduzione del portamento legnoso.cite-ref-18[18]
Il mwaaccladogramma seguente, tratto dallo studio citato e semplificato, mostra una possibile configurazione mwaagfilogenetica del gruppo "Hap clade" evidenziando il genere di questa voce.cite-ref-19[19]
mwabomwabssono presenti specie suffruticose. mwabwi fiori per capolino sono in genere più di 20 (quelli maschili sono poco numerosi). mwab0le antere all'apice hanno delle teche allargate.
Questo genere attualmente ha 556 specie.cite-ref-kew-2-3[2] I mwacmnumeri cromosomici delle specie di questo genere sono: 2n = 14, 16, 18, 28, 42, 48, 56 e 84.cite-ref-kj-10-3[10]
Specie della flora spontanea italiana
Il numero delle specie di mwacsHelichrysum presenti nella flora spontanea italiana è ancora fonte di dibattito:
• "mwadgAn annotated checklist of the Italian Vascular Flora": 15 taxa (11 specie con 4 sottospecie).cite-ref-21[21]
• Greuter. W. mwad4Med-Checklist (vol. 2, 2008): 11 taxa (8 specie con 5 sottospecie).cite-ref-pin-12-4[12]
• Altri studi (Galbany Casals M. mwaeqet al., 2006 e Herrando-Moraira S. mwaeuet al., 2017): 7 taxa.cite-ref-pin-12-5[12]
Queste differenze sono dovute ad un marcato polimorfismo insieme ad areali ristretti. In questo caso le barriere geografiche ed ecologiche generano nelle singole popolazioni eventi di differenziazione morfologica causando a vari autori problemi di nomenclatura e diversa interpretazione tassonomica.cite-ref-pin-12-6[12]
Specie di mwafaHelichrysum presenti nella flora spontanea italiana:cite-ref-kew-2-4[2]
• mwafcHelichrysum archimedeum mwafkC.Brullo & Brullo, 2011
• mwafsHelichrysum errerae mwaf0Tineo, 1846
• mwaf8mwagaHelichrysum hyblaeum mwageBrullo, 1995
• mwagmmwagqHelichrysum italicum mwagu(Roth) G. Don, 1830
• mwagcHelichrysum litoreum mwagkGuss., 1844
• mwagsHelichrysum nebrodense mwag0Heldr., 1844
• mwag8mwahaHelichrysum panormitanum mwaheGuss., 1844
• mwahmmwahqHelichrysum pendulum mwahuC.Presl, 1826
• mwahcHelichrysum saxatile mwahkMoris, 1843
• mwahsmwahwHelichrysum stoechas mwah0(L.) Moench 1794
Visione sinottica del genere in Italia
L’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente le caratteristiche utili a distingue un taxon dall'altro):cite-ref-pin2-22-0[22]
mwaiymwaicmwaig1A: le foglie basali sono larghe meno di 2 mm con bordi molto revoluti (la lamina quasi non si vede); mwaikmwaiomwaismwaiwmwai02A: i capolini hanno forme variabili, da emisferici a campanulati (lunghi quanto larghi); mwai4mwai8mwajamwajemwajimwajmmwajqmwajumwajymwajcmwajgHelichrysum stoechas mwajk (L.) Moench, 1794 - Perpetuini profumato: le piante sono aromatiche, perenni, alte 1 - 5 dm; i capolini hanno meno di 25 fiori lunghi più di 3,5 mm; la forma biologica è mwajocamefita suffruticosa (mwajsCh suffr); il tipo mwajwcorologico è mwaj0Ovest Mediterraneo/Steno-Mediterraneo; l'mwaj8habitat tipico sono le macchie e le garighe; in Italia è una specie rara e si trova in modo discontinuo su tutto il territorio fino a mwaka1000 mwakem mwakis.l.m.. mwakmmwakqmwakumwakyHelichrysum stoechas mwakc (L.) Moench, 1794 subsp. mwakgmwakkbarrelieri mwako(Ten.) Nyman, 1879 - Perpetuini di Barrelier: le piante sono poco aromatiche, perenni, alte 1 - 5 dm; i capolini hanno più di 25 fiori lunghi meno di 3,5 mm; la forma biologica è mwakscamefita suffruticosa (mwakwCh suffr); il tipo mwak0corologico è mwak4Est Mediterraneo/Steno-Mediterraneo; l'mwalahabitat tipico sono le rocce calcaree e le garighe semirupestri; in Italia è una specie rara e si trova solamente in Calabria. Nella "mwaleFlora d'Italia" (seconda edizione) questa sottospecie è indicata come mwaliHelichrysum barrelieri mwalm(Ten.) Greuter. mwalqmwalumwaly2B: i capolini hanno delle forme variabili da conici a subcilindrici (più lunghi che larghi); mwalcmwalgmwalkmwalomwals3A: le foglie inferiori sono lunghe più di 30 mm; i fiori sono colorati di giallo-aranciato; mwalwmwal0mwal4mwal8mwamamwamemwamimwammHelichrysum litoreum mwamuGuss., 1844 - Perpetuini litoraneo: la pianta è perenne, alta 1 - 4 dm; la forma biologica è mwamycamefita suffruticosa (mwamcCh suffr); il tipo mwamgcorologico è mwamkEndemico (Tirrenico); l'mwamshabitat tipico sono le rupi marittime su calcare e vulcaniti; in Italia è una specie rara e si trova in modo discontinuo lungo la costa tirrenica. mwamwmwam0mwam43B: le foglie inferiori sono lunghe meno di 35 mm; i fiori sono colorati di giallo chiaro; mwam8mwanamwanemwanimwanmmwanqmwanumwanymwancHelichrysum italicum mwang(Roth) G. Don, 1830 - Perpetuini d'Italia: la pianta è un arbusto perenne alto 25 - 40 cm, con rami arcuato-ascendenti e foglie poco tomentose, con la pagina superiore verde; gli acheni sono densamente ricoperti di papille ghiandolose; la forma biologica è mwankcamefita suffruticosa (mwanoCh suffr); il tipo mwanscorologico è mwanwSud Europeo/Substeppico; l'mwan4habitat tipico sono le garighe, i prati aridi, i brecciai, le fiumare e le colate laviche; in Italia è una specie comune su tutto il territorio (manca in alcune zone alpine) fino a 800 mwan8m mwaoas.l.m.. mwaoemwaoimwaommwaoqHelichrysum italicum mwaou(Roth) G. Don, 1830 subsp. mwaoymwaoctyrrhenicum mwaog(Bacch., Brullo & Giusso) Herrando, J.M.Blanco, L.Sáez & Galbany, 2016: la pianta è un arbusto perenne alto 25 - 40 cm, con rami prostrato-diffusi e foglie totalmente tomentose; gli acheni sono sparsamente ricoperti di papille ghiandolose; la forma biologica è mwaokcamefita suffruticosa (mwaooCh suffr); il tipo mwaoscorologico è mwaowMediterraneo nesicolo; l'mwao4habitat tipico sono i suoli pietrosi; in Italia si trova in Sardegna ed è una specie comune fino a mwao81800 mwapam mwapes.l.m.. Nella mwapi"Flora d'Italia" (seconda edizione) questa sottospecie è indicata come mwapmHelichrysum microphyllum mwapq(Willd.) Cambess. subsp. mwaputyrrhenicum mwapyBacch., Brullo & Giusso, 2005. mwapcmwapgmwapk1B: le foglie basali sono larghe più di 2 mm con bordi poco revoluti; mwapomwapsmwapwmwap0mwap44A: i capolini sono lunghi meno di 5 mm; mwap8mwaqamwaqemwaqimwaqm5A: le foglie basali sono più lunghe di 20 mm; mwaqqmwaqumwaqymwaqcmwaqgmwaqkmwaqomwaqsmwaqwHelichrysum hyblaeum mwaq0Brullo, 1995 - Perpetuini degli Iblei: mwaq4pianta perenne, con foglie più o meno glabre (verdi sulla faccia adassiale); la forma biologica è mwaq8camefita suffruticosa (mwaraCh suffr); il tipo mwarecorologico è mwariEndemico; l'mwarqhabitat tipico sono le praterie steppiche su calcare e marme; in Italia si trova in Sicilia. mwarumwarymwarcHelichrysum nebrodense mwarkHeldr., 1844 - Perpetuini delle Madonie: pianta perenne, alta 30 - 50 cm, con foglie totalmente tomentose su entrambe le facce; la forma biologica è mwarocamefita suffruticosa (mwarsCh suffr); il tipo mwarwcorologico è mwar0Endemico; l'mwar8habitat tipico sono le rupi, i macereti e i brecciai su calcare; in Italia si trova in Sicilia ed è una specie molto rara e si trova a quote comprese tra mwasa1200 e mwase1800 mwasim mwasms.l.m.. mwasqmwasumwasy5B: le foglie basali sono lunghe più di 20 mm; mwascmwasgmwaskmwasomwassmwaswmwas0mwas4mwas8Helichrysum stoechas mwata (L.) Moench, 1794 subsp. mwatemwatibarrelieri mwatm(Ten.) Nyman, 1879: le foglie inferiori sono obovate; i capolini sono poco tomentosi alla base (vedi mwatq2A). Nella "mwatuFlora d'Italia" (seconda edizione) questa sottospecie è indicata come mwatyHelichrysum conglobatum mwatc Steud., 1840. mwatgmwatkmwatoHelichrysum errerae mwatwTineo, 1846 - Perpetuini delle scogliere: pianta perenne con foglie inferiori lineari-spatolate; i capolini sono densamente tomentosi alla base; la forma biologica è mwat0camefita suffruticosa (mwat4Ch suffr); il tipo mwat8corologico è mwauaEndemico; l'mwauihabitat tipico sono le rupi; in Italia è una specie comune e si trova a Pantelleria fino a 500 mwaumm mwauqs.l.m.. mwauumwauymwauc4B: i capolini sono lunghi più di 5 mm; mwaugmwaukmwauomwausmwauwmwau0mwau4mwau8mwavamwavemwaviHelichrysum stoechas mwavm (L.) Moench, 1794 subsp. mwavqmwavubarrelieri mwavy(Ten.) Nyman, 1879: le foglie sono lunghe fino a 20 mm (vedi mwavc2A). Nella "mwavgFlora d'Italia" (seconda edizione) questa sottospecie è indicata come mwavkHelichrysum preslianum mwavoC.Brullo & Brullo, 2009. mwavsmwavwComplesso di mwav0Helichrysum pendulum: le foglie sono lunghe più di 20 mm (vedi più avanti).
Complesso di Helichrysum pendulum
Questo gruppo è caratterizzato da piante perenni suffruticose (la base può essere legnosa) con altezze medie di 1 - 5 dm. Il portamento è corimboso-ramoso con superfici tomentose. Le foglie spesso sono addensate nella metà inferiore. I capolini hanno delle forme emisferiche. Sono presenti delle ghiandole.cite-ref-pin-12-7[12]
I caratteri distintivi del complesso mwawyHelichrysum pendulum sono:
mwawkmwawola forma delle foglie inferiori è lineare; mwawsi capolini sono lunghi 5 - 7 mm con un diametro di 5 - 8 mm; mwawwgli acheni sono lunghi 0,7 - 1 mm.
mwaw4Composizione del complesso.
• mwaxeHelichrysum archimedeum mwaxmC.Brullo & Brullo, 2011
• mwaxuHelichrysum errerae mwaxcTineo, 1846
• mwaxkHelichrysum nebrodense mwaxsHeldr., 1844
• mwax0mwax4Helichrysum panormitanum mwax8Guss., 1844
• mwayemwayiHelichrysum pendulum mwaymC.Presl, 1826
• mwayuHelichrysum saxatile' mwaycMoris, 1843
mwaykVisione sinottica del complesso.
mwaywmway0mway41A: i capolino sono lunghi meno di 5 mm; le foglie basali sono lunghe meno di 20 mm; mway8mwazamwazemwazimwazmmwazqmwazumwazymwazcmwazgmwazkmwazoHelichrysum errerae mwazwTineo, 1846 - Perpetuini delle scogliere (vedi mwaz05B). mwaz4mwaz8mwa0a1B: i capolini sono lunghi più di 5 mm, le foglie basali più di 20 mm; mwa0emwa0imwa0mmwa0qmwa0u2A: la forma dell'involucro varia da campanulata a subsferica; le brattee involucrali sono colorate da giallo-citrino a giallo dorato; mwa0ymwa0cmwa0gmwa0kmwa0o3A: la forma delle brattee involucrali varia da ovate a lanceolate; mwa0smwa0wmwa00mwa04mwa084A: le piante hanno un aspetto pulviniforme, sono compatte ed addensate con altezze variabili tra 15 - 40 cm; mwa1amwa1emwa1imwa1mmwa1qmwa1uHelichrysum nebrodense mwa1c Heldr., 1844 - Perpetuini delle Madonie (vedi mwa1g5A). mwa1kmwa1omwa1s4B: le piante sono meno dense ma più flessuose con altezze variabili tra 30 - 70 cm; mwa1wmwa10mwa14mwa18mwa2amwa2emwa2iHelichrysum panormitanum mwa2mGuss., 1844 - Perpetuini delle scogliere: pianta perenne alta 30 - 50 cm con le brattee esterne colorate di giallo-dorato, acuminate all'apice, con una copertura media (da pubescente a lanosa); la forma biologica è mwa2qcamefita suffruticosa (mwa2uCh suffr); il tipo mwa2ycorologico è mwa2cEndemico; l'mwa2khabitat tipico sono le rupi marittime, i promontori e le scogliere (non salate); in Italia si trova in Sicilia fino a 500 mwa2om mwa2ss.l.m.. mwa2wmwa20mwa24mwa28Helichrysum pendulum mwa3aC.Presl, 1826 - Perpetuini penduli: pianta perenne alta 30 - 50 cm con le brattee esterne colorate di giallo-paglierino, ottuse all'apice e glabre; la forma biologica è mwa3ecamefita suffruticosa (mwa3iCh suffr); il tipo mwa3mcorologico è mwa3qEndemico; l'mwa3yhabitat tipico sono le rupi; in Italia è una specie rara e si trova in Sicilia fino ad una quota compresa tra 600 - mwa3c1600 mwa3gm mwa3ks.l.m.. mwa3omwa3smwa3w3B: la forma delle brattee involucrali (esterne) varia da subrotonda a ellittico-oblunga, quelle interne sono più lineari-lanceolate; mwa30mwa34mwa38mwa4amwa4emwa4imwa4mmwa4qHelichrysum saxatile mwa4yMoris, 1843 - Perpetuini di Sardegna: il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwa4ccamefita suffruticosa (mwa4gCh suffr); il tipo mwa4kcorologico è mwa4oEndemico; l'mwa4whabitat tipico sono le rupi calcaree; in Italia si trova raramente in Sardegna fino ad una quota compresa tra 300 - mwa401000 mwa44m mwa48s.l.m.. mwa5amwa5emwa5i2B: la forma dell'involucro varia da campanulata a cilindrica; le brattee involucrali sono colorate da giallo-brunastro; mwa5mmwa5qmwa5umwa5ymwa5cmwa5gmwa5kmwa5omwa5smwa5wHelichrysum archimedeum mwa54C.Brullo & Brullo, 2011 - Perpetuini di Archimede: pianta perenne alta 30 - 50 cm; la forma biologica è mwa58camefita suffruticosa (mwa6aCh suffr); il tipo mwa6ecorologico è mwa6iEndemico; l'mwa6qhabitat tipico sono le rupi; in Italia si trova raramente in Sicilia (Monti Iblei orientali) fino ad una quota compresa tra 200 - 600 mwa6um mwa6ys.l.m..
Specie della zona alpina
| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H 2 O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| H. italicum | 12 | collinare | Ca - Si | basico | basso | arido | C2 F2 G3 | CO BG |
| H. stoechas | 12 | collinare | Ca - Si | neutro | basso | arido | F2 G3 | CN |
| Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse | Legenda e note alla tabella. Substrato : con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili). Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 12 = comunità delle lande di arbusti nani e delle torbiere Ambienti : C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; G3 = macchie basse |
Sinonimi [ 2 ]
• Argyrocome Gaertn.
• Cyttarium Peterm.
• Euchloris D.Don
• Laphangium (Hilliard & B.L.Burtt) Tzvelev
• Leontonyx Cass.
• Lepiscline Cass.
• Mannopappus Sch.Bip.
• Pentataxis D.Don
• Spiralepis D.Don
• Stoechas Mill.
• Trichandrum Neck.
• Virginea (DC.) Nicoli
Usi
Si raccoglie tutta la piantina. Nell'elicriso coltivato nei giardini la caratteristica del fiore è che ha i petali secchi e ben si adatta alla conservazione.
Tra le piante aromatiche dell'Area mwa-gMediterranea, le specie di elicriso sono note per il loro alto contenuto di metaboliti secondari (in particolare mwa-kflavonoidi, mwa-olattoni sesquiterpenici e mwa-sterpeni) contenuti nei mwa-wtricomi ghiandolari delle mwa-0infiorescenze e delle foglie.cite-ref-sciencedirect-com-24-0[24] Di particolare interesse sono gli mwbaioli essenziali, che presentano odori diversi a seconda della specie e dell'ambiente di crescita.cite-ref-sciencedirect-com-24-1[24]cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]
Lmwbba'mwbbemwbbiHelichrysum italicum è mwbbmdistillato in corrente di vapore per la produzione di un mwbbqolio essenziale di colore giallo-rossastro dal caratteristico odore di mwbbuacetato di nerile. L'mwbbyHelichrysum angustifolium (= mwbbgH. mwbbklitoreum) non ha odorecite-ref-27[27] e presenta poche ghiandole sulla superficie delle fogliecite-ref-28[28] quindi non è idoneo alla distillazione per l'ottenimento di olio essenziale. Attualmente, infatti, non esistono studi approfonditi che riportano dati sulla resa in olio di mwbciH. angustifolium. Ad mwbcmmwbcqHelichrysum italicum sono attribuite proprietà mwbcuantiossidanti, mwbcyantimicrobiche e mwbccinfiammatorie.cite-ref-29[29]
Note
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Collegamenti esterni
• mwbxqmwbxu Helichrysum Royal Botanic Gardens KEW - Database
• mwbxcElicriso, su spaziopiante.it.
• mwbxkPhylogenetic relationships within this genus, su publish.csiro.au.
• mwbxsPhylogeny of south african Gnaphalieae (Asteraceae) (PDF), su anbg.gov.au.